UNA SOCIETÀ SULL’ORLO DEL FALLIMENTO: GIOCATORI PIPPE E AVVERSARI GIÀ CAMPIONI D’ITALIA

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Diciannove partite ufficiali disputate fin qui tra campionato e coppe, con quindici vittorie e quattro pareggi. Eppure a leggere i giornali di questi giorni o ad ascoltare il Barzaghi della situazione la Juventus sembra una squadra ormai allo sbando, schiacciata dai debiti, da una rosa di pippe e da un Inter “supermegastraordinaria”, come direbbe il suo allenatore.
Capisco che a qualcuno ormai, dopo anni di trionfi bianconeri, oltre al fegato sia partito l’embolo, ma mi sembra che si stia un tantino esagerando.

Statistiche a parte, però, è innegabile come per la Juventus, sul campo, sia suonato un campanello d’allarme. In realtà non il primo, considerando altre prestazioni recenti in campionato. La Juventus vista l’altro ieri all’Allianz contro il Sassuolo è stata una delle più brutte dell’intera stagione. Una squadra che oltre al vizietto di passare in vantaggio per poi ritrarsi inspiegabilmente anziché affondare il colpo del KO, è apparsa per lunghi tratti lenta, presuntuosa, e quindi indolente nel modo di gestire una gara che l’ha comunque vista subire una rete fortunosa, quella dell’1-2 (tiraccio di Caputo che con uno strano rimpallo è rotolato sopra e sotto un poco reattivo Buffon) e vittima di almeno un clamoroso episodio arbitrale.

Il plateale abbraccio di Kyriakopoulos su De Ligt alla Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in Titanic è era infatti rigore netto: a parti invertite la mancata concessione del penalty avrebbe provocato l’intervento della NATO. Invece niente, tutto passato in cavalleria, come sempre quando un episodio sfavorisce la Juventus.
Ovviamente, limitarsi agli episodi, seppur importanti, per giustificare un punto ottenuto in casa col Sassuolo non sarebbe corretto, né da Juve. Ma è anche giusto sottolineare sia il diritto ad avere un rigore pur avendo giocato male, sia il doppiopesismo dei media e degli addetti ai lavori sull’argomento.

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