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Coronavirus, la Fiorentina lancia raccolta fondi. 250mila euro da Commisso

Coronavirus, la Fiorentina lancia raccolta fondi. 250mila euro da Commisso

Il numero uno viola: “Ho il desiderio e la convinzione di offrire il mio sostegno a tutti coloro che in questi difficili momenti stanno facendo il massimo per salvare delle vite umane e arrestare la diffusione di un nemico subdolo ed invisibile”.

FIRENZE – La Fiorentina non perde tempo: mentre l’emergenza Coronavirus sta cambiando la vita degli italiani, il club viola ha lanciato la propria raccolta fondi su GoFoundMe per fronteggiare il pericolo Covid-19.

Il patron viola Rocco Commisso ha donato, assieme alla sua famiglia, 250.000 euro: “In questi giorni, anche se distante, sto seguendo la situazione in Italia con grande attenzione e preoccupazione. Ho il desiderio e la convinzione di offrire il mio sostegno e quello della mia famiglia, quello del Club e di tutti i nostri amici a tutti coloro che in questi difficili momenti stanno facendo il massimo per salvare delle vite umane e arrestare appena possibile la diffusione di questo nemico subdolo ed invisibile. Invito tutta la grande Famiglia Viola ad unirsi ancora di più in questi giorni difficili e sostenere le persone e le strutture che sono in prima linea. Per questa ragione il mio più sentito ringraziamento va in particolare ai medici, agli infermieri e a tutto il personale ospedaliero che in queste ore stanno combattendo la più dura delle battaglie sul territorio toscano” ha affermato il patron.

Coronavirus, positivo dirigente dell’Entella

Coronavirus, positivo dirigente dell'Entella

Il club: “Le sue condizioni sono buone e non ha più febbre. Ricovero non è stato necessario”

CHIAVARI – Il Coronavirus continua a contagiare persone, e il mondo del calcio non ne è esentato. Ecco il comunicato con cui l’Entella rende nota la positività al virus di un suo dirigente: “La Virtus Entella comunica che un dirigente della società è risultato positivo al Covid-19. La società sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa. Le sue condizioni sono buone e non ha più febbre. Non è stato necessario il ricovero”.

LE MAGLIE NEW BALANCE DELL’INTER IMMAGINATE DA RUPERTGRAPHIC

Negli ultimi mesi sono state tante le voci riguardanti lo sponsor tecnico dell’Inter della stagione 2020 2021. Il contratto tra il biscione e Nike è giunto alla sua conclusione, sugellata da una maglia mashup speciale che ha celebrato i 20 anni della partnership.

Una divisa molto particolare che doveva esser dedicata solo al Derby di Milano ma che poi abbiamo visto più volte in campo, oltre che in giro per la città, indossata durante la Milano Fashion Week.

Ma oggi siamo qui per discutere dei rumors che parlano di un possibile accordo tra New Balance e Inter per la stagione 2020 2021. Come vedreste il brand americano sul petto dei nerazzurri? Il Designer Rupertgraphic nei mesi (e anni) passati ha proposto diverse possibili maglie dell’FC Internazionale accompagnate dal marchio NB. Ecco alcune maglie dell’Inter targate New Balance!

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RABIOT IN ITALIA: “JUVE? SÌ, STIAMO PARLANDO”

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Adrien Rabiot, uno degli obiettivi di mercato della Juventus per la stagione 2019-2020 è in vacanz in Italia. Si trova per la precisione a Porto Ercole, sul promontorio dell’Argentario, in Toscana. Con lui la mamma-agente, Véronique e i due fratelli, Douch e Geoffroy. La sua presenza nel Bel Paese ha alimentato inevitabilmente i rumors che lo accostano ai campioni d’Italia, considerato che ormai tra 16 giorni scadrà l’ultimo anno di contratto che lo lega al Paris Saint Germain.

Fabio Paratici ha incontrato la signora Rabiot già in un paio di occasioni, ma le parti sono rimaste distanti. Per il centrocampista francese, infatti, chiede uno stipendio da 10 milioni l’anno e una corposa commissione. Per il momento, però, i bianconeri non sembrano rispondere positivamente alla richiesta: se abbasserà le pretese, si arriverà ad un accordo in maniera molto rapida.

Rabiot: “Chi non vorrebbe andare alla Juve?”

“Sì, i bianconeri mi hanno cercato. Ci stiamo parlando. L’Italia mi piace tanto – le parole di Rabiot riportate oggi dal Corriere dello Sport – Stare in questo posto è meraviglioso, ti riposi e ti rigeneri. Mi aspetta una stagione impegnativa. Stiamo valutando, non possiamo dire nulla. Ancora non so. La Juve è un grande club dove ogni bravo calciatore vorrebbe andare. Il Manchester United? Vale lo stesso. Devo decidere, per adesso sono in vacanza”.

Dopo Aaron Ramsey, dunque, la Juve potrebbe rafforzare ulteriormente il centrocampo con un altro calciatore in scadenza. Poi, però, ci sarà da cedere qualche esubero. Sami Khedira è il principale indiziato.

PUMA, LE TRE MAGLIE DEL MILAN 2019/20

La stagione è stata tribolata e ancora non c’è un esito finale. Ma quando i ragazzi di Gattuso sono usciti dal tunnel di San Siro per l’ultima gara casalinga contro il Frosinone, oggi 19 maggio, hanno indossato un bel pezzo di futuro.

Maglie Milan 2019 2020 home: il design

Non trattandosi di una stagione qualsiasi (l’AC Milan compirà a dicembre 120 anni di vita) era quasi logico attendersi una linea piuttosto vintage.

E così è stato, con le strisce rossonere su corpo e maniche della casacca molto sottili, a richiamare un motivo grafico già visto in una delle annate più gloriose del Milan pre-Berlusconi, quella della vittoria nella Coppa dei campioni 1968/69 (4-1 all’Ajax del giovane Crujiff, con in campo fra gli altri i grandi Rivera, Prati e Trapattoni).

La Puma ha realizzato con i  materiali più moderni (il traspirante dryCell su tutti) una divisa semplicissima, chiusa da un sobrio girocollo nero con – sulla sinistra del petto – il tradizionale logo societario.

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PJANIC: PROBLEMA ALL’ADDUTTORE IN BOSNIA-ITALIA, SALTA ATALANTA-JUVE?

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Juventus in ansia per le condizioni di Miralem Pjanic. Il numero 5 bianconero, che in nazionale indossa la 10, si è fermato a metà del secondo tempo di Bosnia-Erzegovina Italia, gara vinta dagli azzurri con un netto 0-3. Pjanic si è accasciato a terra chiedendo l’intervento dei sanitari, che lo hanno raggiunto al pari dell’attuale capitano della Juve, Leonardo Bonucci. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore, ma a questo punto è a forte rischio il suo impiego nella prossima partita della Bosnia oltre che la presenza al rientro in campionato contro l’Atalanta.

Si tratta di un problema all’adduttore che lo stesso calciatore ammette di portarsi dietro da tempo, ma lascia trasparire ottimismo. “Spero nulla di grave – ha dichiarato Pjanic al termine della partita – , ho questo problemino che mi porto da un po’ di tempo. Non penso sia nulla di grave però, vediamo. Mi sono fermato appena in tempo”. Se ne saprà di più entro le prossime 48 ore.

UNA SOCIETÀ SULL’ORLO DEL FALLIMENTO: GIOCATORI PIPPE E AVVERSARI GIÀ CAMPIONI D’ITALIA

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Diciannove partite ufficiali disputate fin qui tra campionato e coppe, con quindici vittorie e quattro pareggi. Eppure a leggere i giornali di questi giorni o ad ascoltare il Barzaghi della situazione la Juventus sembra una squadra ormai allo sbando, schiacciata dai debiti, da una rosa di pippe e da un Inter “supermegastraordinaria”, come direbbe il suo allenatore.
Capisco che a qualcuno ormai, dopo anni di trionfi bianconeri, oltre al fegato sia partito l’embolo, ma mi sembra che si stia un tantino esagerando.

Statistiche a parte, però, è innegabile come per la Juventus, sul campo, sia suonato un campanello d’allarme. In realtà non il primo, considerando altre prestazioni recenti in campionato. La Juventus vista l’altro ieri all’Allianz contro il Sassuolo è stata una delle più brutte dell’intera stagione. Una squadra che oltre al vizietto di passare in vantaggio per poi ritrarsi inspiegabilmente anziché affondare il colpo del KO, è apparsa per lunghi tratti lenta, presuntuosa, e quindi indolente nel modo di gestire una gara che l’ha comunque vista subire una rete fortunosa, quella dell’1-2 (tiraccio di Caputo che con uno strano rimpallo è rotolato sopra e sotto un poco reattivo Buffon) e vittima di almeno un clamoroso episodio arbitrale.

Il plateale abbraccio di Kyriakopoulos su De Ligt alla Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in Titanic è era infatti rigore netto: a parti invertite la mancata concessione del penalty avrebbe provocato l’intervento della NATO. Invece niente, tutto passato in cavalleria, come sempre quando un episodio sfavorisce la Juventus.
Ovviamente, limitarsi agli episodi, seppur importanti, per giustificare un punto ottenuto in casa col Sassuolo non sarebbe corretto, né da Juve. Ma è anche giusto sottolineare sia il diritto ad avere un rigore pur avendo giocato male, sia il doppiopesismo dei media e degli addetti ai lavori sull’argomento.

VERSO JUVENTUS-UDINESE: SARRI CAMBIA TUTTO IN COPPA ITALIA

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Non c’è tregua per Maurizio Sarri che oggi comincia a preparare Juventus-Udinese, sfida valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia e in programma mercoledì 15 gennaio alle 20:45 all’Allianz Stadium di Torino. Ci saranno inevitabilmente tanti cambi di formazione, anche se i campioni d’Italia storicamente tengono molto a questa competizione. Sarri utilizzerà questo impegno per dare minuti a chi ha giocato meno fin qui e a chi è reduce da infortuni o acciacchi vari per ritrovare la forma migliore.

Juventus-Udinese: tocca a Rugani

Tra i pali, dunque, ci sarà sicuramente capitan Buffon, mentre il brasiliano Danilo è il principale indiziato di giocare come terzino destro. A sinistra sono da valutare le condizioni di De Sciglio, reduce da un affaticamento muscolare: se non dovesse farcela, Alex Sandro sarà costretto agli straordinari. Al centro della difesa potrebbe esserci un turno di riposo per Bonucci, con de Ligt appena rientrato che dovrà mettere minuti nelle gambe. Con l’olandese giocherà Rugani, che per la seconda volta in stagione viene “salvato” da una possibile cessione da un grave infortunio di un compagno di reparto.

Coppa Italia: torna Bentancur

A centrocampo toccherà sicuramente a Bentancur, che in campionato deve ancora scontare una giornata di squalifica. Con l’uruguayano dovrebbe esserci anche Emre Can e probabilmente RabiotBernardeschi dovrebbe ritrovare spazio come trequartista, dietro alle due punte che saranno sicuramente Higuain e uno tra Dybala e Ronaldo. Possibile uno spezzone di gara per Marko Pjaca, da valutare le condizioni di Douglas Costa, anch’egli vittima di un affaticamento muscolare.

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ITALIA VIVA: CORI “JUVE MERDA” DAL PARTITO DI RENZI AL RISTORANTE

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Cori “Juve merda” da parte degli esponenti del partito Italia Viva durante una serata al ristorante. La rivelazione è di Titti Mambrini, titolare del locale ‘Da Teo’ a Trastevere, dove l’altra sera il partito fondato da Matteo Renzi si è ritrovato per cena. “Erano 50, divisi in vari tavoli – racconta il ristoratore all’Adnkronos – Renzi è stato praticamente sempre in piedi. Sembrava lo spogliatoio di uno stadio…”. L’ex presidente del consiglio e sindaco di Firenze, non ha mai nascosto la sua fede viola, ma evidentemente in tutta la sua cerchia l’antijuventinità la fa da padrone.

Italia Viva, il partito antijuventino di Renzi

“C’era molta allegria – continua il racconto – c’erano cori da stadio. Se la sono presa con una squadra di calcio… Durante la foto di gruppo hanno cominciato a cantare ‘Juve m…’. Juve merda? Bravo… Chi aizzava era un po’ Giachetti, saltellavano tutti insieme… Cori sulla politica? No”. Nei giorni scorsi, lo stesso Matteo Renzi aveva attaccato il mister bianconero Maurizio Sarri per la battuta sulle poste.

SARRI: “IN ITALIA OBBLIGATI A VINCERE, LA CHAMPIONS INVECE È UN SOGNO”

sarri conferenza stampa lione juventus

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Lione-Juventus assieme a Leonardo Bonucci. Il mister bianconero è stato subito interpellato sulla questione del momento, ovvero il coronavirus: “l virus è un problema europeo, non italiano – esordisce Sarri – In Italia abbiamo un certo numero di positivi ma in Francia sono stati fatti molti meno tamponi. Ritengo che i nostri tifosi hanno tutto il diritto di essere qui. C’è un problema e tutti hanno il dovere di cercare di contenerlo e di risolverlo”.

Passando alla questione strettamente calcistica, il tecnico della Juventus ribadisce che l’obiettivo numero uno sia lo scudetto, mentre la Champions rimane un sogno: insomma, parole e musica già sentite gli anni passati con Massimiliano Allegri. “Sentiamo più il peso della responsabilità a livello italiano e sentiamo l’obbligo di centrare gli obiettivi – continua – In Europa ci sono squadre con una potenza superiore alla nostra. In Europa siamo tra le 10-12 squadre che hanno obiettivo sogno. La Champions è un sogno, per il panorama del calcio italiano è un sogno difficilissimo, in vent’anni siamo stati superati da diversi movimenti calcistici. Essendo un obiettivo “sogno” siamo molto fortunati a poterlo inseguire. Se lo raggiungi è un’estasi”.

Il Lione è sulla carta inferiore ai bianconeri, ma guai a sottovalutare Rudi Garcia e i suoi ragazzi: “Il Lione è una squadra tecnica con elementi di grande accelerazione e fisicità. È una squadra pericolosa – insiste l’allenatore della Juve – perciò dobbiamo per forza fare una prestazione di grande livello. Abbiamo un centrocampo variegato, servirà dinamismo in uno dei tre”.