Tutti gli articoli di Adrian Celma

Coronavirus, la Roma distribuisce 13mila mascherine agli ospedali della capitale

Coronavirus, la Roma distribuisce 13mila mascherine agli ospedali della capitale

Sia l’ospedale Sant’Andrea che il Policlinico Tor Vergata hanno anche preso in consegna 60 flaconi di disinfettante per le mani ciascuno

ROMA – La Roma ha cominciato a distribuire i materiali di prima necessità agli ospedali della capitale, nell’iniziativa di supporto alle strutture che stanno contrastando il Coronavirus.

Nella giornata di martedì, la società ha consegnato 13.000 mascherine FFP2 a: Centro di emergenza Ares 118, Policlinico Umberto I, Columbus-Gemelli, Policlinico Tor Vergata, Ospedale Sant’Andrea e Istituto Spallanzani.

Sia l’ospedale Sant’Andrea che il Policlinico Tor Vergata hanno anche preso in consegna 60 flaconi di disinfettante per le mani ciascuno. Lunedì saranno consegnate altre 12.000 mascherine FFP3 e venerdì veranno distribuite 1.500 mascherine FFP3. L’Italia rimane la nazione più colpita al di fuori della Cina dall’epidemia da COVID-19, con oltre 28.000 casi confermati e più di 2.800 vittime.

Il Brescia risponde all’AIAC: “Attinto a ogni risorsa per allenamenti individuali”

Il Brescia risponde all'AIAC:

Il club “per tutelare la salute di tutti garantirà il rispetto di tutte le misure di sicurezza indicate dal Decreto Ministeriale relativo ai comportamenti da tenere sul posto di lavoro”

BRESCIA – Dopo l’attacco dell’Aiac di Ulivieri al Brescia, il club di Cellino risponde con un comunicato ufficiale alle accuse rivoltegli dall’Assoallenatori: “Brescia Calcio tiene a precisare che la convocazione per la giornata di domani, mercoledì 18 marzo 2020, presso il Centro Sportivo di Torbole Casaglia è stata inoltrata ai tecnici di base a contratto, tra cui collaboratori tecnici e preparatori atletici. Tale convocazione non è stata mandata ne ai primi ne ai secondi allenatori sollevati dal loro incarico nel corso di questa stagione.

La ragione della convocazione è data dal fatto che, considerata la situazione sanitaria in corso, già da qualche settimana era stata fatta una valutazione in merito alla possibilità di prevedere una programmazione dell’attività con allenamenti a singolo giocatore o al massimo a gruppi di due giocatori, frazionati nella giornata e distribuiti su tutta la superfice del Centro Sportivo. Nell’ottica di programmare una simile attività e con l’intento di garantire la massima sicurezza dei propri atleti e tesserati, è stato ritenuto opportuno attingere a tutte le risorse possibili, tra il personale sotto contratto con Brescia Calcio. Brescia Calcio precisa infine che in vista dell’incontro di domani, per tutelare la salute di tutti, garantirà il rispetto di tutte le misure di sicurezza indicate dal Decreto Ministeriale relativo ai comportamenti da tenere sul posto di lavoro”.

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SARRI: “IN ITALIA C’È LA FISSA PER IL TURNOVER, IN PREMIER GIOCANO SEMPRE GLI STESSI”

sarri conferenza stampa juventus verona

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Verona. Il tecnico bianconero è tornato sulla gara di Champions League contro l’Atletico Madrid, prima di anticipare i temi relativi al match di campionato in programma domani alle ore 18:00. In Champions League i due errori difensivi sono costati il risultato in una gara in cui la Juve aveva fatto molto bene: «Quando qualcosa non funziona mi piace capire il perché e migliorarlo. Sulle palle alte è stato un difetto di attenzione e aggressività che possiamo risolvere. Ancora abbiamo analizzato poco, pomeriggio guarderemo dei video. A zona o a uomo su certe situazioni comunque cambia poco».

Sarri: “Ora serve continuità in alcuni ruoli”

Inevitabile la domanda sul turnover: visti i tanti impegni ravvicinati, ci si aspettano delle rotazioni, ma Sarri ribadisce la sua idea, ovvero quella di non essere ossessionati dal turnover. «In Italia avete la fissa per il turnover. In Premier League ci sono anche tanti impegni, ma giocano quasi sempre gli stessi. In questo momento la squadra deve trovare un’organizzazione forte e può farlo solo ricercando la continuità in posizioni chiave. Se qualcuno è affaticato faremo dei cambiamenti».

AGNELLI SUL CAMPIONATO ITALIANO: “LA GENTE VUOLE DAVVERO IL DOMINIO JUVENTUS?”

agnelli dominio juventus

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ma anche nelle vesti di numero uno dell’Eca, ha parlato nel corso del meeting “Leaders Week”, tenutosi a Londra e dedicato ai leader del calcio europeo. Tanti i temi toccati da Agnelli, tra cui il futuro dei club e delle competizioni continentali. L’obiettivo è sempre quello di aumentare la competitività, di costruire coppe più appetibili salvaguardando al contempo l’incolumità dei calciatori, che non possono continuare a giocare ogni tre giorni solo per portare avanti lo show.

Agnelli: “Inter squadra valida”

Andrea Agnelli ha parlato anche del presente e del futuro del calcio italiano, lasciando intendere di essere d’accordo con un pensiero abbastanza diffuso: lo strapotere della Juventus non aiuta il campionato di Serie A ad aumentare la propria competitività e appeal davanti agli sponsor. La vittoria del derby d’Italia è emblematica dei rapporti di forza tra i campioni d’Italia e i competitors a livello nazionale. “Inter? Una concorrente per lo scudetto, una squadra valida. Domenica è stata una bella partita. Se sono scontento del dominio della Juventus in Serie A? Non posso lamentarmi – conclude – , ma la gente vuole vedere davvero questo?”.

RONALDO: “NON HO DIFETTI, CONTRO I DIFENSORI ITALIANI È PIÙ DIFFICILE SEGNARE”

ronaldo diletta leotta intervista

Cristiano Ronaldo si è raccontato a DAZN durante una lunga intervista concessa a Diletta Leotta. Della chiacchierata erano già stati rilasciati alcuni spezzoni nelle passate settimane, ma finalmente ora è disponibile la versione integrale. Tanti gli spunti forniti da CR7, che per molti non è solo un calciatore, ma una vera e propria industria: “Il mio mondo è il calcio, ma per me è importante anche il mondo fuori dal calcio – ammette – . Sono diventato un uomo d’affari, è normale quando inizia a creare qualcosa di diverso, ti vedono in maniera diversa. A me non importa, io sono contento così, ma ora è importante il calcio soprattutto”.

Dalla Spagna alla Serie A: Cristiano non è ancora riuscito a segnare con le medie della Liga, probabilmente perché dalle nostre parti la fase difensiva si cura molto di più che altrove? “Quanto è difficile fare gol in Serie A da 1 a 10? 7. I difensori più forti sono i giocatori con cui mi alleno: Bonucci, Chiellini e De Ligt. Prima era stato Chiellini, ho giocato contro di lui in Champions ed è sempre stato difficile. Il cibo? Mi piace molto, in generale la cultura italiana. Differenza tra Serie A e Champions? È tutto diverso, la Champions è la miglior competizione nel mondo per un club. Amo giocarla più di qualsiasi altra competizione. Il giocatore più forte? Per ora sono io, l’anno prossimo non lo so”.

JUVE NEWS CALCIOMERCATO: EMRE CAN HA DETTO NO A DUE SQUADRE ITALIANE

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Emre Can resta a Torino o lascia la Juventus a gennaio? È questo l’interrogativo che si stanno ponendo molti tifosi bianconeri. A giudicare dalle parole del direttore Fabio Paratici, il tedesco non si dovrebbe muovere fino a giugno, ma il calciatore è sempre più imbronciato. Maurizio Sarri non lo ha fatto giocare nemmeno in Coppa Italia contro l’Udinese e ha intenzione di confermare Sami Khedira in lista Uefa per la seconda parte di stagione. Insomma, per Emre Can si prospettano altri mesi di supplizio?

Emre Can: no a Milan e Fiorentina

C’è ancora tempo per trovare un’altra soluzione, ma non sarà facile perché il valore del suo cartellino è crollato e la Juve non vuole comunque svenderlo. Qualcuno ha paventato in questi giorni l’ipotesi di un prestito, ma è difficile che l’ex Liverpool accetti club di media o bassa fascia, poiché vuole giocare gli Europei e ha bisogno di mettersi in mostra. Secondo Luca Fausto Momblano, intervenuto a Top Calcio 24, Emre Can nei giorni scorsi ha già detto no all’ipotesi di prestito avanzate da Milan e Fiorentina.

CALCIOMERCATO JUVE: PIÙ ITALIA NEL FUTURO CON TONALI E DONNARUMMA?

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I dati emersi dalla semestrale al 31 dicembre 2019 lasciano intendere che la Juve molto difficilmente si potrà permettere spese folli nella prossima edizione del calciomercato estivo. Eppure, stando alle ultime news da radio mercato, Fabio Paratici si starebbe muovendo per fare altri importanti investimenti. Forti e italiani, sarebbe questo l’identikit seguito dal responsabile dell’area tecnica bianconera, che vorrebbe tornare a fornire, come da tradizione, l’ossatura alla nazionale italiana di calcio.

Calciomercato Juve: evitare l’asta per Tonali

Il primo nome sulla lista è quello di Sandro Tonali, centrocampista del Brescia per il quale il presidente Massimo Cellino chiede 50 milioni di euro. La Juventus vuole evitare che a giugno si scateni un’asta che faccia ulteriormente lievitare il prezzo del cartellino, visto che l’Inter di Marotta e Conte si è fatta sentire più volte con la dirigenza del club lombardo. Ormai definitivamente abbandonata, invece, la pista che porta a Nicolò Zaniolo, 20enne della Roma attualmente fermo ai box per un grave infortunio ai legamenti.

Il “pallino” del portiere della nazionale

Attenzione, però, a Gianluigi Donnarumma. Nonostante il recente rinnovo di Szczesny fino al 2024, il portiere del Milan rimane uno dei pallini della Juve. L’estremo difensore del ‘Diavolo’ è in scadenza a giugno 2021 e senza prolungamento in estate il club milanese non potrà di certo chiedere la luna. Da non escludere, insomma, che Paratici metta Szcezny sul mercato per fare un’importante plusvalenza, andando poi a puntare sul portiere titolare della nazionale italiana.

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JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA 2019-2020 A TAVOLINO?

juventus campione d'Italia 2019-2020

Il Comitato scientifico del governo Conte ha intenzione di fermare tutte le manifestazioni pubbliche, incluse quelle sportive, per 30 giorni e la cosa potrebbe avere ripercussioni importanti sullo scudetto 2019-2020 con la Juventus che festeggerebbe per la nona volta consecutiva. Niente assembramenti che non consentano alle persone di stare almeno ad un metro di distanza l’una dall’altra è la linea guida delle istituzioni, e non solo nelle città focolaio di coronavirus. Siccome negli stadi giungono persone da ogni angolo d’Italia, controllare tutto è praticamente impossibile e non ci sono grandi alternative.

Tutti a porte chiuse oppure stop

Da questo momento in poi, o si giocheranno tutte le partite a porte chiuse, oppure il campionato di Serie A si deve fermare per un mese. Uno stop che praticamente ne decreterebbe la fine immediata, poiché non ci sono date per recuperare tutte le partite che sarebbero inevitabilmente annullate. Già il recupero di un solo turno ha gettato la Lega Calcio nel panico e con gli Europei da giocare a fine stagione (a rischio anche quelli) non ci sarebbero margini per il recupero di un mese di stop del campionato.

Juventus già campione d’Italia?

Da regolamento, secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, la Juventus potrebbe vedersi assegnare a tavolino il titolo di campione d’Italia 2019-2020. Sì, perché in caso di fine anticipata della Serie A, le regole prevedono che lo scudetto sia assegnato alla squadra in testa nell’ultimo turno disputato nella sua interezza, in questo caso il 24°. E al termine della 24a giornata, era la Juventus di Maurizio Sarri in testa con 57 punti, davanti a Lazio 56, Inter 54 e Atalanta 45. Ripetiamo, sarebbe una decisione da regolamento, ma essendoci la Juve in testa, mezza Italia andrebbe fuori di testa, mentre meno polemiche ci sarebbero state qualora in testa ci fossero state Lazio o Inter.

Oggi ci sarà un’importante riunione di Lega dalla quale potrebbero venir fuori decisioni clamorose di concerto con il governo.

Lucio: ‘Che errore andare alla Juve! Tutta colpa di Branca… Conte? Nessun rancore, è l’uomo giusto per l’Inter’

Lucio: 'Che errore andare alla Juve! Tutta colpa di Branca... Conte? Nessun rancore, è l'uomo giusto per l'Inter'

In vista del derby di Milano, in programma domani sera, Lucio, ex difensore dell’Inter, che attende il Milan, parla del suo passato in nerazzurro a la Gazzetta dello Sport: “La notte di Madrid non si può dimenticare, ma tutta quella stagione fu incredibile: in testa avevamo solo l’idea di vincere e ci riuscimmo. Il ritiro? Sono felice di tutto quello che ho vissuto in carriera, ora mi dedicherò molto di più alla famiglia. Quest’anno starò in Brasile con loro, ma ho già l’idea di venire in Europa a studiare per restare nel calcio. Una cosa è giocare, un’altra allenare”.

SUL DERBY – “È una partita speciale tra due grandi squadre con grandi tifoserie: i miei derby li ricordo bene, ne ho giocati 5 e vinti 4. Forse portavo fortuna… L’atmosfera del Meazza è bellissima, i tifosi si comportano bene, c’è grande rispetto tra la gente. Per me Inter-Milan è il “clasico” più importante del mondo”-

IL 4-0 – “Fu una partita pazzesca: Sneijder era appena arrivato e fece la differenza, Maicon e Thiago Motta segnarono e giocarono molto bene. Non era un risultato qualunque per un derby ma avevamo dimostrato di essere molto più forti. Avevamo più qualità e fu una partita chiave della stagione”.

SULLA JUVE – “Fu un errore. Nel 2012 era cambiato tutto, c’era un allenatore, Stramaccioni, che mi diceva di restare ma non era ciò che voleva. Infatti ogni 10 minuti mi chiamava Branca e mi diceva di trovarmi una squadra. Non era facile dopo tutto quello che avevo fatto all’Inter. Non arrivavano contratti forti, all’ultimo giorno non avevo altre opzioni: il mio manager mi disse di andare alla Juve. Ma è stata una decisione sbagliata”.

SU CONTE – “Di Conte dico che è un buon allenatore, quello che è successo ci poteva stare. Bonucci rischiava una lunga squalifica e Conte mi disse che avrei giocato io, poi non è successo e non ho trovato spazio. Sono stato poco alla Juve, non ho provato per i bianconeri quell’affetto che ho sentito sempre nei confronti dell’Inter”.

Kolarov contro la curva, Fonseca vede i fantasmi: Roma in crisi, quando arriva Friedkin?

Kolarov contro la curva, Fonseca vede i fantasmi: Roma in crisi, quando arriva Friedkin?

Partito per salvarsi, il Bologna ha tutto il diritto di guardare in alto e coltivare sogni europei. Per la Roma, al contrario, si apre ufficialmente la crisi tecnica che accompagnerà il passaggio di consegne tra Pallotta e Friedkin, che sarà ufficializzato a giorni.

Mihailovic scavalca i medici, che gli avevano suggerito di guardare la partita dall’ospedale, e si presenta all’Olimpico senza curarsi del freddo quasi polare che gela i romani. A parte la componente scaramantica (con lui in panchina il Bologna è ancora imbattuto) Sinisa è convinto che la sua presenza aggiunga grinta e orgoglio al gruppo. E probabilmente ha ragione. La squalifica di Poli, in aggiunta alle altre defezioni, lascia sulle spalle del vecchio Palacio il peso di guidare la brigata come allenatore-giocatore. Quanto a Fonseca, che ha occupato la vigilia con un cortese ma fermo j’accuse agli arbitri e al loro metro di giustizio, Kolarov si riprende la fascia sinistra e Mkhitaryan torna dopo l’ennesimo infortunio muscolare ma toglie il posto a Kluivert e non a Perotti.

Il Bologna che piace a Mihajlovic corre più della Roma e trova il gol al quarto d’ora per una distrazione di Smaling che lascia passare un invito di Barrow raccolto con destrezza da Orsolini. Fonseca sembra una belva e lo diventa ancora di più quando il Bologna sfiora il raddoppio con Svanberg. L’unica zona del campo dove la Roma sembra in grado di sopraffare gli avversari è la fascia sinistra, quella dove Kolarov e Perotti sfondano spesso mettendo in difficoltà il giapponese Tomiyasu. Il pareggio romanista, non a caso, arriva da un’incursione di Kolarov che mette al centro un pallone colpito goffamente da Denswil per il più classico degli autogol. Ma il pareggio regge quattro minuti perché Barrow inventa un destro a girare che si infila sotto l’incrocio.

L’intervallo non giova ai romanisti che incassano il terzo gol, ancora un gioiello di Barrow che parte all’altezza della panchina di Sinisa, semina romanisti come birilli irridendo Mancini e Santon (Florenzi dove sei?) e batte Sau Lopez con il suo destro morbido. Fonseca vede i fantasmi mentre nasce un imbarazzante contenzioso tra la curva sud e Kolarov, che ha il torto di rispondere ai fischi con un gesto inurbano.